Sirenya

Le luci della soffitta son spente ed entra un forte vento dalla finestra che da sulla valle. L'aria rende la pelle più rigida mentre il freddo viene sciolto da due mani che da dietro scaldano e ammorbidiscono.

Lo scoglio affiora appena dall'acqua e quando arriva l'onda si infrange sulle lunghe gambe ardenti dal sole. Il rumore è passato ma le gocce d'acqua ancora scorrono lentamente mostrando il percorso tra gli esili volumi.

La baia è illuminata da una bianca luna e l'acqua pare fredda ma non per un corpo nordico. La vedo entrare nell'acqua scura e sparire man mano. Quando torna vedo una sottile ombra muoversi leggera sui sassi della spiaggia. Ha freddo e si adagia su di me lasciando che il mio calore la investa mentre entrambi i volti guardano le fronde che mosse dal vento coprono a tratti il cielo stellato.

Il pontile sussulta tra le onde che lo percuotono ed il nostro abbraccio sfrega i corpi nello stesso moto, costante e impetuoso.

L'appartamento è caldissimo, non so come abbia fatto a restarci tutto il giorno. La vedo senza forze confusa sul letto mentre cerca di finire di leggere. Le gambe hanno piccoli tic che cerco di smussare con una piccola pressione ma che scende sempre più in profondità aiutata dal caldo della stanza.

Si avvicina ad un tavolo scavalcando lo schienale della sedia per leggere qualcosa. Attira la mia curiosità mentre mi avvicino e a fianco del suo viso arrivo a leggere le stesse righe.