Scritti

Da Lontano

Sempre al solito, non volevo neanche partire. Poi le gambe si son messe a correre e i piedi saltvano da una pietra all'altra in un entusiasta gioco di velocità.
Ieri era inverno, oggi uno scirocco fuori stagione scuoteva gli alberi come per dargli vita e scuoteva le persone come per risvegliargli la vita.
Il vento sembra compagno e consigliere, unico sonoro sfondo di quella ascesa tra le frasche.
Arrivato in cima il tono non risentiva della fatica e guidato da quel estemporaneo compagno la via si riaprì per altre direzioni, nuovi sentieri e altre prove. Ma fu il ritorno che mostrò la vicinanza con l materia.
Ingannato da un fallace cartello mi ritrovai fuori pista a percorrre il letto d'uno spento fiume.
L'audacia dell'acqua aveva creato un ambiente fantastico di cunicoli e anfratti creando dappresso ad un'alta parete di roccia uno spiazzo protetto e isolato, accogliente come una casa.
Ma fu quando incontrai l'acqua che mi sentii più unito al luogo senza bisogno di un posto fisso.
Mi muovevevo comovente e fuso negli elementi attorno che con diverso scorrere accompagnavano formavano la mia corsa.
Alle spalle il vento, che lì mi aveva guidato, aprì uno spiraglio di luce illuminante la mia ombra dritta lungo il canalone.
L'acqua che non potevo sporcare coi miei passi dava quel confortante rumore di presenza e la terra sosteneva i miei arti.
Ad un certo punto il flusso si adagiava su una roccia su cui posi le mani e lasciai scorrere il liquido fino ai gomiti.
A quel punto bevvi con le labrra appoggiate alla roccia, come in un rito pagano suggellavo la mia unione con gli elementi del luogo mentre il vento scorreva sui capelli e la luce rischiarava la fronte.
La disceva sembrava non dover finire, sembrava non dovessi mai smettere di scambiare il mio respiro con l'esterno, l'umido con l'interno.

Seduto ad un tavolo la corsa è finita.
Asciutto, pulito e al riparo lascio che la mente ricordi quel che i sensi san solo provare.

Cartografia

Ah la cartografia. Non capisco proprio da cosa sia nata questa insana passione. Dobbiamo accorgerci dei nostri limiti, dovremmo ora accettare che il mondo è inconoscibile. Non è forse noto a tutti l'alto numero di esploratori morti nella ricerca di terre buone a nessuno e di tutti quei fondi che il Cilindro stanzia per mandare tanta gente a morire. Tra l'altro raccontano dei paesaggi terrificanti delle zone più a Sud che rendono ancora più giusta la mia voce. Un torrente di oggetti rotolanti interamente coperti da una coltre di sabbia, anch'esssa in movimento, travalgono qualsiasi cosa incontrino. In quel bujo da ultimo incubo a tratti delle scie di luce illuminano la spessa atmosfera fin troppo tardi per farti capire di essere sulla trajettoria di un meteorite. Inoltre anche se andassero più a Sud delle terre esplorate che vantaggio ne avrebbero? Facilmente non farebbero altro che che estendere la Sesta Corona per allargare le prime della nobiltà, per loro sempre strette, rendendo ancora più grama la vita a quei poveracci.
Non riuscirei ad immaginare una vita più precaria. Il gradiente del loro Pendio raggiunge in certi posti la metà tanto che alla minima distrazione si inizia a scivolare attratti dal malefico Sud. Sperare di fermarsi è troppo. Il Pendio aumenta con la con la caduta tanto che la propria velocità è sempre più incontrollabile. I meteoriti sono poi tra i più influenti sulla vita e la morte di quelle genti. Il loro "potere" (la legge di natura vince quella civile?) sfida qualsiasi autorità regale. A volte questi cadono nelle sterminate e brulle terre della Sesta Corona abbastanza vicino alle case degli Inclinati di modo che questi possano sfruttare senza alcuna fatica la raccolta di ogni tipo ed iniziare a sperare di guadagnarsi uno stile di vita migliore. Le altre volte questi doni dal cielo cadono fin troppo vicino a chi li vorrebbe raccogliere terminando ancor più velocemente la sua miseria. Tra l'altro non esiste quasi una società civile. Di leggi ce n'aè, anche per le particolarità di quella zona, ma uno Stabile non si sognerebbe mai di rischiare la propria vita per la tutela del Diritto. In fondo allo stesso governo non importa più di tanto; una volta conservata la bella facciata d'un codice di leggi l'applicazione passa in secondo ordine per la salvaguardia di quei miseri. Li tengono a loro ben saldi barattando tutte le materie prime con imbrogli ed illusioni di una vita migliore.
Gli Inclinati non sembrano però soffrirne. Molte correnti filosofiche degli ultimi anni vedono nello loro costante allegria la strada per la felicità. Odiano in generale la solitudine, sanno di non potersi aspettare nulla dalla vita; le persone che sono ora davanti ai loro occhi potrebbero non vedrli più il giorno dopo. Nemmeno possono aver la sicurezza della loro morte tanto è repentina la sparizione. Gente incauta dopo essere scivolata ha fortuitamente incotrato una collinetta nel proprio moto. Queste collinette sono ben altra cosa rispetto ai nostri monti ma l'estrema salvezza per chi scivola che, dopo un passeggero dolore possono sperare di tornare a casa in qualche giorno.
Si dice siano gente stupenda che non ha mai imparato ad abbandonarsi a qualsiasi forma di avarizia o disonestà; la vita non gli promette niente e loro cerano di ottenere il più possibile. Non vivrebbero senza comunità perché insieme si sostentano e confortano e , come da racconto, si dileggiano in stupendi canti e balli in apposite strutture che costruiscono secondo i più raffinati criteri perche' quello deve essere il luogo in cui non può succedere nulla di male. È un vero peccato che non sappiano scivere; vorrei poter venire a conoscenza della gioia che sprigionano i loro canti.
Eppure tutto questo sembra star cambiando. Il Cilindro spesso riesce a prelevare qualcuno dalla Sesta Corona per trasferirli nelle Corone Superiori di cui tanto favoleggiano e mantenere così sempre viva in loro la dipendenza dal potere costituito. Potessi scambiare la loro gioia con la triste realtà delle Terre Stabili e convincerli che il loro spirito non merita la falsità di quei posti. La cupidigia distrugge i rapporti sociali nel tentativo di "arrampicare" verso Nord. La crescita nella scala socilale non conosce amici. Si tengano le loro gare ad alta velocità la loro sicurezza e la loro scienza. In nome di questa poi ci stanno togliendo ciò che c'è di più vero. Di cono che dall'altra parte del globo possa vivere un altro popolo che vogliono in tutti i modi incontrare o sfruttare come dico io. Un giorno smetterò di tollerare tutte queste tristi costruzioni e scivolerò anch'io tra gli autentici. Il passo sarà breve perché seguirò la semplice direzione di natura. Il Nord è un compromesso inaccettabile, il Sud la felicità.

Tus Ojos Maledichos

Tus Ojos Maledichos
Lindos como la mas Querida suerte
Están en la memoria de un dia

Non pretendo tu mi creda per parole o per cieca fiducia. Guardami negli occhi e nell'intenso sguardo cerca quel ch' hai sempre conosciuto. Non vedrai solo il noto colore tra le sfumature di tutt' i riflessi di luce; ma proverai, com' i' ora provo, antichi turbamenti non rintracciati nel tempo della memoria perché sembrerano con te essere nati, poiché per tutta la vita han reso senso ai tuoi momenti. Fissa il tuo sguardo e togli sostanza al suo oggetto perché non quel che vedi significa quel che cerchi. La tua realtà si riempirà delle tue profonde sensazioni; queste colmeranno il senso di bellezza e sgobreranno d'altri pensjeri la tua attenzjone. Allora dimenticami; il lancio è già compiuto e d'inerzja prosegui il tuo volo libero gustando i sapori che non rientrano nelle parole ch'usi perché d'intuito la tua mente li coglie e, mai mediati, i tuoi sensi ben sanno suggerli. Solo avr\'o cura che questo non ti manchi, che non dimenticherai di riempire i tuoi attimi in quell'attimo in cui i pensjeri daranno spazio al solo gusto, il gusto di vivere e di non dimenticare qunto piena può essere la vita.

Que he hecho?
Nada!
Como nada?
Nada!
Nada porqué no estabas.

Oi!

Ti sembra difficile? Beh... in fondo non lo è. Basta iniziare con un Oi! Può essere un bambino un po' spigliato, un Tizio dall'aria molto poco rassicurabile in un posto in cui non toglieresti la mano che copre il portafoglio o un poliziotto che in fondo non ti da maggior fiducia.
Non è la tua lingua, beh... non lo è stata neanche per gan parte di loro.
Ha l'aria imbronciata, quello invece sembra sorridere... no... forse è troppo sovrappensiero... di sicuro a quello se giro a largo è meglio.
{\it Oi} e già la sua espressione cambia.
Non importa che sia mulatto, nero, bianco con una fisionomia dell'Est, indios o non meglio definita. Mi ascolta e cerca di capire cosa dico.
Non importa che sia un vecchietto mezzo sordo, una bambina sporca con vestiti logori appena uscita da una baracca o una elegante signora nel centro della città.
{\it Tudo Bem?} Ora è un Padre che ti accoglie con un gran sorriso, ora un bambino annoiato che non sa come passare la pausa fuori dal suo alloggio.
Magari lo sto disturbando, sta conversando tranquillo coi suoi vicini di casa; cosa gli interessa delle mie domande, della mia curiosità?
{\it Onde ficas na ciudade?} Ora è lei che parla, una donna che non ho fatto a meno di osservare prima, un improbabile compagno di viaggio che non vuole pensare a quante ore ancora di autobus, un barista col canovaccio sulla spalla.
Forse non importa che sia notte tarda e pensi che gradirebbe dormire o che forse è meglio lasciarlo tornare al lavoro.
Stava lavorando al computer, non è forse il momento migliore per conversar su usi e costumi, è pur sempre tardi e vorrà finire di lavare quelle pentole prima che faccia notte. Ora sono io che me ne voglio andare, non vorrei che me lo rispiegasse per la quarta volta...
Quì c'è decisamente molta gogliardia, il loro portoghese non lo troverò certo su un dizionario, comunque mi spiegano e già che ci siamo como se fala-o en Italiano? .

Li incontro davanti ad una fila di case una che non centra niente coll'altra.
_ Meo Pãi è Alemão, minha mãi è Polaca_, ma loro non si vedono diversi, son tutti Brasiliani.
Non importa il colore e la forma dei capelli, i tratti del viso; davanti c'è una persona che ha voglia di parlare, fare solo un po' di chiacchere o anche solo scambiare un saluto.
Oi como estas? Non mi sta chiedendo niente, non ha bisogno di nulla, non mi sta proponendo l'affare della mia vita o evocando il legame di una amicizia perfetta.
Non importa che sia una signora con la più assurda combinazione di colori che si possa mai indossare, che sia sporco di terra o che sia un viados decisamente effeminato.
Come non gli importa che sia straniero, che porti al collo un segno decisamente vistoso, che tentenni quando parlo, che confonda le parole o che mi presenti sporco da due giorni di viaggio.
O meu povo. Minha gente .
è molto più importante che si stia assieme, che non ci si senta tristi, che non ci si arrabbi per stupidaggini, che non si esgeri. Poi i risultati arrivano, insieme, ci si prova uno per volta.

Une Soirée Surrealiste

Miniut et notre soir\'ee fut seulment au debut. Deux changes de metro et nous sommes arriv\'e a l'arret de Quay sur l'Orcq. Touts seuls nous nous sommes promen\'e par un immence espace de pierre et de lumeiere color\'e diffusant sur le verre de les palais. Doux courves de une nouvelle achitecture pour pointer la videsse de cette lieu. \'A la fin de ce chamine i'l-y-avait proche de la canal des garćons bruyantes. Presque touts bourr\'ees, bruyant et courrant partout, bourr\'ees de un deg\^outant orange et rum. Ils ont cri\'e, cri\'e leurs prenoms, gros mots, dr\^oles mots. Nous avomos comenc\'e a comprendrer combien des nous etayons là, ou devoions nous aller. Nous avons cherche longtemp cette lieu mais il avais trop des personnes qui saivais choses tres differentes. Y allor ils ont demandè à un bien [vestu] homme qui etaint par la rue avec sa famme assè dans un une belle et cher voiture. Il à repondù à ces bourrè garćon qui entre quelque temp n'ont point plus parl\'e de lieu ou de f\^etes avec de reponses toujours gentiles. Nous n'avons pas termin\'ee de parler avec lui qui un garćon a comanc\'e a courir contre de garćon assi\'e sur le quay. Je ne pourrais pas dire que il voudrais fair mais pour bonne chance quelcun lui a arret\'e a demi metre avant les autres que lui regardont plein de surprise. \par
Trop tard our la f\^etes. Il avait mil personnes poussant entre une porte qui ne parait pas povoir soutenir ce masse. Nous avons demandè pour une station de metro, la plus proche, pendant alcun de n\^otre amis sont allè par ils et plus vu\'e et leus autre qui courraient par tout les directions lassent qui le plus [sane] [achteyons] de la bi\'ere. Il'avait encore Pauline, une fille qui moi a touch\'e parce que elle n'etait pas belle: tr\^es, tr\^es mince mais encroyablement charmant. Nous sommes enfin arrivè a le $11^{em}$ rondissement pour aller dans acun endroit. Nous avons cherch'e de gent qui cherchait des autres gent. Nous avon perd\'u persone qui nous avons retrouvez plusier fois pendant nous etaiont cherchant de autres. Mil [telefone] pour chercher de gent qui nous disait de voloir aller a la maison et qui nous avons rencontre une heure ap\'res. Nous sommes entre da la maison de quelcun y on sortir garćons et filles qui ont reveiller tout la rue. Je ne peux pas dire quelles heurs etaiont-t-ils. J'ais encontrer une fille qui moi a parlè de elle, de quoi elle fasait, de que elle voudrait faire et de sa vie. Un minute depuis elle etais desparu et je poursouiv'e un descour que un outre garćon avait comenc'e avec quelcun d'autre. Rue par rue nous sommes nous [assieu] pour manger quelque chose de [frie] quand un des notres compain as corru par la rue persuivru par trois menc qui n'avoint point intention de lui lasser escaper. Nous avons encontre les autres que se promenant sans [direccion] par les mil rues de un ville sans fin. Ils ont entendu des lampe fait des bruit jasqu'a ils ont compri la rue par la maison. 'A la fin nous aussi pouvaions entrer dans la maison ou un par nu ja se couchant dans le lit. Nous avons bu un coup d'eau et prennez de la place, dans quelque lieu entre les piatti sporchi.

Sonno

La realt\'a si perpetua con un incessante scandirsi. Sempre uguale a se stessa non nega mai la sua perpetua esistenza. Continua, muta alberi in alberi, fiori in fiori e lascia le cose nel suo posto finch\'e qualcuno non le sposta. Quando dormo tutto cambia, la realtà esce e si allontana da me, i miei sensi non ne hanno più bisogno. Quando mi sveglio il mio letto è sempre lì, tutte le mattine. Ogni mattina però devo ricordarmi di essere sempre io, di essere sempre lì. E se non lo facessi? Voglio aspettare la notte, quella notte che si dimentica com'era la realtà del giorno prima e svegliarmi pestando i piedi di un'altro mondo. Dimenticare le cause e dagli effetti supporne di nuove, apprezzare il cambiamento e supporre una nuova realtà. Il salto è fatto e finalmente posso svegliarmi, svegliarmi diverso.

Percezioni e Memoria

Come definire quest'assurda sinestesia. La mente vaga tra speculativo e sensoriale, una visione, un gusto, una percezione, un furuto che si concretizza e subito altre sensazioni. Il mondo prossimo sembra il più lontano, quello percepito è incoerente nella definizione di spazio e di tempo esterno, incondivisibile con le altre persone. Vive del proprio ordinmnto emotivo e esiste nella pecezione più reale della carta che vedo e il tavolo che sento. Il passato è confortante e mille futuri diversi si fondono in una illusoria sensazione di realtà. Il presente non è più necessario perch\'e il passato da solo spiega già il suo futuro. Un solido suolo su cui i passi non devono guardare cosa calpestano. Sogni inquieti minano questa sicurezza. Solo il presente viene turbato. Torbide indecisioni sgretolano un limpido futuro in un disturbo senza evoluzione. Tentennamenti he prolungano l'avvento dell'avvenire perché questo non avvenga. Non è il futuro a non esistre ma è il presente che non si svogle e soffoca la sua espressione

Allergia

come svegliarsi da un sogno, un lungo sogno durato anni. nutrito da nozioni e massimi sistemi. Pigro si apre l'occhio e vaga ad esplorare il mondo che genera questi sistemi che con stupore scopre nnn essere utili alla scoperta del mondo. I sistemi di per s\'e stessi creano una realtà coerente e ordinata ma del mondo ai loro piedi non danno di reale che una speranza. La speranza che all'uomo, cosciente di s\'e, serve per decorare l'infinità dei giorni e permettere la vita. Tra sistemi e realtà si sviluppa il contatto tra esterno ed interno. E questo guscio in mezzo che veicola il bene e il male di questo scambio. I sensi perfetti, mostrano minutamente la realtà sporzionata nelle sue vadie sfere mentre il corpo di questa aspira l'allergia e il benestare dell'esterno che anche la mente smista in cassetti in varie posizioni. Esterno e interno continuano a comunicae attraverso pori intermittenti la cui chisura o apertira permette che il dolore me stia lontano. Dolore e crescita sono i più grandi contrasti da sanare. La visione del piccolo e del grande. La misura del minimo e dell'ecesso. Forse sarò sempre due ersone. La volontà di essere, agire e pensare come in inico individuo mi è negata dall'essenza metafisica che incarno. Posso al più ridurmi a due, ma non meno. Posso anche avvicinarli ma il confine è un punto critico e la via è asintotica. Come d'altra parte identificare due figure su spaz\^i diversi cne per diversi fini e per diversi mezzi operano. Ma questo è forse solo un altro sistema e la realtà ancora a s\'e rimane uguale.

Generazione X

X? Che cavolo vuol dire generazione X? La generazione di quelli che non sanno da dove vengono ce non sanno cosa vogliono, cosa li spinge e dove vanno. M'han sempre visto come uno nato senza valori, nell'era del lusso in cui non ci sarebbe stato bisogno di fare la fatica che han fatto loro e che avremmo vissuto delle loro conquiste. I nonni avevano fatto la ricostruzione, i genitori il '68, noi avremmo avuto il lusso e la libertà sulle conquiste non nostre.
-contatto con la terza eta
-viaggi, internet

Comunità

1) L'abbraccio nella notte che si chiude in un non luogo e separa dallo scorrere del tempo.
2) L'anice stellato e le bacche di ginepro nel pollo alla cacciatora.
3) Quando mi accompagnano in re minore.
4) Lo spiazzo che si apre tra i castagni su una balza fuori dal sentiro.
5) Portare l'avversario nella posizione sbagliata per poi lanciar la palla al compagno che conclude.
6) Saper che in ogni luogo dove hai vissuto c'è qualcuno d'abbracciare.
7) Chiuder la cena con una fetta di torta e un sorso d'amaro mentre un'amica canta il coro di khorakhané alla chitarra.
8) Vedere gli occhi di chi comincia a capire perché il processi stocastici fan parte della nostra quotidianità.
9) La catarsi degli anime e l'estetismo del cinema italiano.
10) Sentir all'estero che la gente stima il tuo paese.

Voce

Non esiste nessuno strumento potente e versatile come la voce.

Non esiste nulla che riesca ad estendersi e contrarsi a piacere, che riesca a cambiare la tensione delle pareti, a seccarne la superficie e a giocare con la saliva.
Niente riesce a creare cavità risonanti che cambino forma da tonda a parabola, per far riverberare il suono o amplificarlo dandogli un sostegno armonico aprendo o occludendo la cavità nasale. Alle corde vocali si sovrappone il movimento più fondo della gola che riesce a far vibrare indipendentemente tutta la colonna sostenendo o annullando la vibrazione del pomo. Nella scoperta dei propri muscoli si estende la conoscenza del proprio corpo e si realizzano dimensioni che sembrava non avere.

Questo esercizio costa fatica e dolore, il bruciore può essere forte e nel esercitare a volte si trattiene a stento a volte la tosse, altre il vomito, altre gli sbadigli. Ma è impagabile quando il corpo si permea di questa vibrazione e la cassa toracica vibra vigorosamente lasciando di stucco il cuore e si espande fino ai denti ed al cranio dando un leggero senso di stordimento. Quando poi si sostengono le note è anche l'ossigeno lentamente a mancare e si prova una fase di leggera estraneazione dove quel che sta oltre la nostra vista comincia a sfumare e la nebbia dell'autostrada diventa l'immensità di una steppa. I pensieri si annullano e resta un emozione sempre più pregnante fino al prossimo respiro dove la musica avrà già cambiato armonia e si potrà pensare alla prossima evoluzione.

E allora lì, al lento sostegno del diaframma che spinge i polmoni dal basso, arriverà il supporto della cassa toracica che rinforzerà la vibrazione di gola per creare un piccolo accompagnamento alla melodia delle corde. La voce intanto gioca moltiplicandosi in vari registri fingendo un duetto con se stessa cercando un registro chalumeau da sbloccare poi in una profusione di armoniche.

Labbra e lingua dissacrano poi la pomposa costruzione della gola interompendo e ritmando quel flusso potente con schiocchi e vibrazioni finali. La parte più estrema riesce poi a dar un senso al suono raccontando storie e immagini a quello che gli altri strumenti possono solo sottendere, formulando le sensazioni in concetti e raccontano morali in contrasto con il puro empirismo di intere orchestre.

La voce sarà sempre la musa di ogni strumento anche quando cercheranno di fargli da gregario occupando frequenze molto lontane ma sottendendo sempre l'incapacità di mutare e provocare emozioni così forti, specie dallo stesso che canta.

Fibre

Quel ramo si estende forte e fiero verso il cielo e la sua forma slanciata protegge con la corteccia la propria anima. Non svela la trama delle proprie fibre né la resistenza della sua pasta che continuerà a celare per i prossimi anni aspettando paziente che vento e stagioni portino a compimento la propria struttura.

Alla prima vena lo scalpello volta seguendo il nuovo tratto che ne guida il mutare della forma. Il disegno cambia mentre il legno suggerisce l'evoluzione dei contorni ed i volumi che dialogherranno con il corpo.

L'odore robusto dei legni si innalza in aria fin dal primo carteggio e permea presto l'atmosfera con la sua accogliente presenza. Accompagna la mente in un piacevole limbo di placido tepore.

Il cocco, la zucca e le pelli si radunano dai loro mondi così lontani per incontrarsi in un avventura che li farà comunicare per vibrazione insegnandogli una nuova lingua di cui ognuno diventerà una parola fondamentale.

Il suono resta sospeso nell'aria mentre i residui di vibrazione si estendono nelle partecipazioni più armoniche delle parti più distanti che risvegliano mille altri materiali che ancora cercano di esprimere la loro voce.

Il diapason viene scosso da un leggero tintinnio e quell'acuto, impercettibile suono si riempie all'istante del contatto con la cassa e ne racconta le sue dimensioni e venature, replica il suo cristallino la in tante armoniche che gonfie e possenti finché il suono non raggiunge le pareti della stanza e decade in un tonfo silenzio.

Giustizia

Tema in classe sulla giustizia
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Non possiamo vivere senza giustizia, lei pi importante perch la vita continua. Importante
anche per fermare le guerre nel mondo ma purtroppo non trovare la giustizia dappertutto. Dal
mondo oggi la giustizia e la forza son quasi uguali perch c’ il pi forte chi comanda esperiamo
che l’avvenire sar meglio e che tutti i paesi vivranno sotto l’ombra del giustizia.
Michel (Albania)
La giustizia mi piace qua in Italia perch la legge pi forte. Se in Albania p. es. qui qualcuno
ti picchia si pu fare denuncia. Qui in Italia mi piace come paese perch ci si pu difendere.
In Albania non come qua, p. es. se qualcuno ti picchia si pu fare denuncia ma non viena
nessuna polizia per aiuto. In Albania non uguale como qua, la legge pi debole di qua. Io
conosco legge di Albania perch sono nasco in Albania. Per questo mi piace la legge qua in
Italia. Cos penso io per la giustizia.
(Cameroun)
A mia conoscenza, la giustizia una organisazione di uomini per il buon funzionamento di un
paese. Solo che nel mio paese fanno spesso degli abusi perch sono in posizione di forza. E loro
sanno che nessuno non pu rispondere. Non per dire che dobbiamo vivere senza giustizia. La
giustizia quella di sapere parlare bene, anche senza ragione.
Mio consiglio questo: studiamo benissimo, per poter defendersi davanti la giustizia.
Nel mio paese, io parlo solo della giustizia camerunense perch quella che io conosco bene. La
giustizia diventata un modo di avere soldi. Tutte le cose girano intorto ai soldi. Senza soldi
niente. Con o senza ragione loro hanno bisogno di soldi. Il paese non va bene cos perch loro
hanno preso soldi e li hanno depositati in europa soprattutto banca svizzera.
Mohammed (Marocco)
Per me la legge elttorale in parlamento in marocco non giusta. Peresempio un parlamentare
letto per fare gli interessi del suo quartiere, non fa nulla, rimane in carica lo stesso per cinque
1
anni prendendo lo stipendio e non solo. parlamento in Italia buono per me per chi per fare
compare tutti le due questo l’ultimo bene. In generali non c’ legge per i poverini perch non
hanno soldi, c’ legge, non c’ soldi non c’ legge. In Italia io trovo un problema per gambiare
mia patente di guida.