palo
La notte ci isola di fronte agli altri, ci da intimità e la nostra vicinanza è esclusiva. Ci conosciamo e completiamo e cresce la voglia di avvicinarsi e sentire la sua schiena larga e sportiva. Dimentico che a queste latitudini il sole sorge presto, squarcia il lenzuolo di intimità che ci separa dagli altri e svela le nostre mire. Il publico rende lo spettacolo imbarazzante e la vedo ora congedersi e posso seguire il lungo cammino fino all'uscita.
Non so come siamo rimasti solo noi due, non la conosco neanche ma sembra non dispiacersi. Sulla via verso casa ne osservo la grazia la prorompente femmilinità e mi avvicino, sembra irreale la semplicità della cosa. Ci fermiamo davanti alla porta di chissà che festa di una città che mai dorme. Mi sorride, capisce che la situazione potrebbe essere difficile da gestire essendo occupata e ci congediamo con un abbraccio come un ponte verso una vita parallela dove saremmo entrati assieme.
Son di quelle ragazze che non pensi ti diano troppa confidenza, son fin troppi gli occhi posati su quel naso sottile e gli enormi occhi azzurri. In quel momento però in cui lei riceve in tuo pensiero e ti sorride mentre si ferma prima di aprire la porta di casa sua il dubbio viene che forse il momento in realtà chiedeva una mossa. Il rumore della porta che si chiude però fa capire che ormai è già tardi.
Pensavo lo dicesse per scherzo ma mi aspettava davvero. Non mi sono affrettato troppo ma in realtà era sola su quel divano che mi aspettava. Non pensavo che quella sera i suoi occhi verdi fossero lì per me. La serata scivola leggera ma nella ressa del bar preferisco non espormi ma aspettare l'uscio. Una volta fuori faccio per avvicinarmi quando una folata di vento gelido ci scuote le membra. Si alza il cappuccio e con un brivido si congeda in fretta.
Quando poi la rivedo ero in un inaspettato incontro con una ragazza che non pensavo mi avrebbe raggiunto. Una serata in cui perdi due sogni in uno.
All'inizio non l'avevo notata ma poi quello sguardo spensierato e quelle esili spalle mi avevano conquistato. Con la stessa leggerezza ci siamo messi a parlare e la serata scorreva leggera. Dice di assentarsi ma il tempo passa ed ormai sembra non torni più. Quando invece poi ritorna al bancone e mi vede intento in un'altra conversazione decide poi di andarsene davvero.
In piscina la vedevo sgusciare tra i nostri placcaggi con una grazia unica. Come fendeva l'acqua era uno spettacolo unico. Le sue forme sembravano scolpite dai flutti. Non credevo mi avrebbe seguito dopo allenamento. Seduta sul divano accanto a me sembra un po' rigida o almeno passiva come quando le sfioro la gamba. Forse cercare una mossa più decisa ma dirlo ora è impossibile.
La sua grazia nel muoversi e ballare è unica. Il suo viso tagliente con i lineamenti dell'est le danno forza ed eleganza. Non so come siamo finiti nel suo appartamento a fare un puzzle. Mi voglio convincere che sia una scusa e prendo un tassello afferrando la sua mano. Mi punta lo sguardo addosso e mi risponde con un laconico "ebbene". Riconsiderando lo stile era forse un richiamo ad essere più incisivi piuttosto che scocciati.
Sono i suoi ultimi giorni e del futuro non sa cosa succederà. Ricordiamo l'ultima festa a casa mia dove abbiamo ballato stretti. Passiamo tanto tempo assieme e mi piace perdermi nella cornice dei suoi capelli scuri ed il suo sguardo così intenso. È l'ultima notte e siamo ad un tavolo mentre mi racconta cosa forse succederà nel suo futuro. Quando raccolgo una briciola le sfioro la mano per sbaglio ma nel dubbio la ritrae ad una velocità estrema. In effetti è stata l'ultima volta che l'ho vista.
È quando senti la porta di casa chiudersi e cerchi di raggiungere il letto che ti viene in mente che il "potremmo andare da un'altra parte" intendeva forse un invito a due e quel tuo "son troppo stanco" era stato formulato troppo in fretta.
In quel festival c'è troppa ressa per trovare o riconoscere qualcuno. Vago tra la gente quando di colpo riconosco quei capelli rossi e gli occhi luminosi. Quando le parlo mi accorgo dell'idiozia di averle detto giorni fa di essere interassato a qualcun'altro. Quello sguardo di sfida è ormai puro affronto.
Mi son trovato solo alla serata di ballo ma una ragazza si offre di accompagnarmi. Non so nulla ma con lei tutto diventa semplice, e intimo. Non pensavo ancora il ballo desse così tanta intesa. Quando la rivedo la musica e ben altra ed ora balla da sola. Monta su un blocco e vedo la sua ombra muoversi veloce illuminata dalle luci intermittenti che ne mostrano la flessuosità del corpo e come si sia astraendo da tutto.
La festa continua ma vuole uscire. L'aria ci serve e camminiamo nel prato sentendo la musica dietro di noi. Restiamo così un po' in silenzio e per quanto completi estranei forse troviamo un po' di affinità. Ha una femminilità estrema, quasi da cartolina ed è difficile scavarne il lato umano. Ci si lascia con un sorriso di malinconia mentre la vedo ripartire.