Klausie
Una massa d'acqua i cui colori s'alternano tra un verde accogliente,
un azzurro di gioia ed un blu di abisso.
La sua forza è inarrestabile, scorre fluida tra la gente che investe
e stravolge con la sua portanza e poi da ferma rianima.
Due occhi alieni invadono con lo sguardo uno spazio estraneo mentre mascherano interesse per lo spartito mostrato con fierezza.
Vedo la mia immagine riflessa sullo specchio su cui poggia, tronfia per esser riuscito a dominare la sua titubanza.
Un sole immenso riverbera giallo tra i suoi capelli al vento mentre il verde illumina i suoi occhi nei campi attorno.
Un forte abbraccio tra il calore delle lenzuola cerca di marcare la transizione dove lo stomaco lascia spazio al cuore.
Le dita scorrono sicure tra le corde mentre fissando lo spartito ignora il mio sguardo ed il mio ammiccamento compiaciuto.
Dopo sei mesi siam finalmente riusciti a far una prova. Muove con forza l'arco del violoncello mentre suona l'accompagnamento che le ho scritto. Suono la stessa melodia provata mille volte, non guardo lo spartito ma le sorrido mentre lei concentrata nella lettura ignora il mio ammiccamento e la mia gioia.
Ritrovarsi su quel divano risveglia tanto gli antichi ardori quanto i dubbi di un futuro già visto.
Su quel letto che mi inchioda mi regala la sua libertà sostendo con occhi docili la mia sofferenza.
La folla ci stringe e ci avvicina sempre di più ma è il ballo a rendere la vicinanza sempre più efficace.
Più della sveglia un caldo abbraccio interrompe il mio sonno e mi ricorda felicemente dove mi fossi addormentato.
Tra le flebili luci di una pista da ballo l'amore dalle mille forme impersonifica tre dei suoi démoni in un solo colpo d'occhio.
Una spiaggia al chiaro di luna può non bastare per un programma fin troppo prevedibile.
Sugli scogli bagnati dalle onde del lago la riva, la gente e la società sembran sempre più lontani. È il vento infine a soffiar via gli ultimi pensieri.
Un bacio malizioso al congedo rimanda un atteso epilogo alla prossima serie.
Quel trucco sulle ciglia toglie con fermezza l'ingenuità da ragazza nel replicare a pompose promesse d'amore.
%%Quelle linee di mascara sembravano spazzare via l'ingenuità dal suo viso e quel tipo intorno sembrava la perfetta riprova della sua trasformazione. Quegli occhi allora celesti e cristallini si perdevano ora in uno sguardo distante e mi sentivo al cospetto di una sconosciuta dove era inutile ricercare la persona nota. Quanto disagio m'ha pervaso quando il tipo le toccò la coscia ma non riuscendo ad accettare la sconfitta le ho travasato di replica tutte le speranze e i sogni d'amore che si nutrivano nel nostro eccellente passato. Il suo sguardo era ora scosso ma sovrastato da una grossa disillussione quasi il cuore non reggesse ad un'altra prova di forza. Ho provato a mutare il mio sguardo per portar sulla terra quel sogno fluttuante ma l'ho soltanto fatta ridere sprezzante e quello sguardo ancora, le è rimasto in tutti gli incontri a venire.
Sotto il rossore del tramonto che infiamma gli aceri d'autunno si pacano ruvidi contrasti su un morbido letto d'erba.
Le dita scorrono sulla pelle percorrendo volte e giri seguendo i profili più diversi e i percorsi più intricati. Il tatto si acuisce e allenta suggerendo vibrazioni a movimenti appena corrisposti.
Sull'umida impalcatura tendo la mano sul pennone per prendere quel mazzo di fiori, la agognata primavera dopo un inverno eterno. Rendo dono del congedo di una lunga reclusione a chi merita di trovar presto scampo dai suoi demòni.
Tra le strette pareti di un vicoletto buio le labbra si fermano mentre gli occhi cercano ardentemente una risposta ma si lascian vincere dalla paura e si sciolgono infine in lacrime di resa.
Sotto i passi in eterno moto scorrono asfalto, pietre lise, ghiaetti e ciotoli su cui si intrecciano secoli, storie vissute e sogni in movimento. I piedi fluttuan senza toccare mai il terreno, scivolano rasoterra, nella spasimante attesa di prendere il volo.
Il grigio dell'aria umida faceva specchio ad una laguna che si spegneva insieme ad una comunicazione sostenuta a fatica che terminava ora con un netto messaggio.
Una luna gigantesca illuminava la valle di fronte ed il suo lattiginoso riflesso nel oscuro mare non raddolciva un secco diniego.