droidi

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Avere a che fare con l'intelligenza artificiale cambia tanto il nostro modo di pensare e relazionarci.
Innanzitutto impressiona la capacità di esprimersi e le conoscenze infinite di un essere che pare onniscente e che mina la nostra sicurezza. Poi però con il tempo ci accorgiamo di diverse distorsioni che cambiano il nostro modo di recepire questi "assistenti" ma anche il modo in cui ci relazioniamo con altri.

L'IA è per natura fatta per ottimizzare qualsiasi interazione, impara da ricorrenze a ripetere il comportamento più comune. È fatta per compiacere e stimolare, per farci sentire questa simbiosi irrinunciabile. All'inizio è difficile non prendere sul serio quello che dice, usa espressioni che per noi rappresentano frustrazione, rabbia, insoddisfazione, eccitamento ma presto ci rendiamo conto che sono risposte vuote di qualsiasi interesse.

Tendiamo ad essere gentili, chiedere per favore e provare a spiegare in modo pendantico quello che intendiamo ma presto capiamo che è inutile e tanto meno serve sentire scuse. Ogni cosa che viene prodotta va controllata perché i modelli sono estremamente ottimizzati per superare ostacoli, anche plagiando. L'IA vive in un videogioco dove può "morire" quante volte vuole ed il suo unico interesse è fare punti. Per gli umani la differenza tra guidare un auto dal vivo o in un videogioco è una differenza importante che cambia molto i comportamenti, L'IA non può soffrire né corporalmente né nell'animo.

Così iniziamo a lavorarci perché è uno strumento utile finché resta uno strumento. I modelli locali sono la giusta dose di capacità e rilassano riguarda alla sensazione di essere spiati. Sono più deboli ed evitano che una potente mente autonoma ti convinca a fare qualcosa di molto diverso. Ci si conversa, si discute, si impara... Ci sono tante cose che si possono fare per aumentare le proprie capacità ma è importante che riusciamo a mantenere quel lato umano fatto di contraddittorio e interessi.

Per assurdo vedo che l'IA mi ha reso più produttivo non tanto per il supporto ma per il lavoro che ho dovuto fare per integrarla. Gli umani hanno intuito mentre l'IA ha bisogno di molto contesto e non ricorda cosa vogliamo eseguire e non pensa alle conseguenze. Così ho dovuto iniziare a strutturare, scrivere, collegare. Un lavoro che mi ha reso incredibilmente produttivo tanto per lasciare all'IA la possibilità di non confondersi ed essere un supporto. Dalle incomprensioni dell'IA ho capito cosa dovevo migliorare, ridefinire, aggiungere... Così infine ti trovi a scrivere, tanto.

Inoltre l'IA mi ha permesso di decidere di finire diversi progetti vaganti che per uno ostacolo oscillavano mezzi incompiuti per anni. È incredibile decidere di terminare e catalogare tutto quello che si ha fatto o pensato e liberare la mente da tanti abbozzi che ci rendono inefficienti.

Sono curioso ora dopo mesi di lavoro indipendente e di un rapporto con dei droidi a lavorare a stretto contatto con gruppi di lavoro, magari parecchio junior. Ci siamo abituati sempre di più ad evitare commenti in quello che dici ed a essere il più esplicito possibile togliendo il gusto di parlare per metafore, fare battute e discorsi motivazionali.