Choffer
Quella distesa di pietra e polvere sembrava infinita, quel cielo
terso non mostrava una singola nuvola a restringere gli spazi,
quelle strade sembravano senza fine e l'auto pareva intrappolata a
sobbalzare su quelle dune per sempre.
Invece el choffer si ritrovava sempre lì, conosceva a perfezione la
lenta progressione di tonalità, temperature e quote che ripeteva
senza fine.
Gli unici a cambiare erano gli occupanti dei sedili che ormai
avevano già rappresentato ogni etnia, età e interesse. Per quanta
gente diversa c'è al mondo el choffer aveva già visto ogni sorta
di bestiario e subìto ogni sorta di gesto amichevole o volgare. Il
suo lavoro è accompagnare sconosciuti nella catarsi di un viaggio
puro, attraversando un paesaggio unico al mondo.
I passeggeri verranno coinvolti nello stesso schema di emozioni,
verranno toccati nel profondo dalla visione di quegli esseri e
spazii che la natura in luoghi così inospitali è riuscita a creare
ma a el choffer filtrerà la solita sequenza di richieste: fame,
freddo e bagno. Su quei sedili si sono rotate le persone più
distinte, chi guardava quell'infinità con l'emozione negli occhi,
chi pensava di preservarsi dalle fatiche e privazioni pensando
all'arrivo, chi annoiato lasciava il tempo passare e chi
semplicemente si lasciava cullare dalle sospensioni. Passeggeri che
già si conoscono o che si presentano, giorni di emozioni che
finiscono in caldi abbracci, liti, strette di mano o nuovi amori. El
choffer li vede tutti passare ed ogni tre giorni ricomincia il ciclo
perpetuo. Di tanto in tanto qualcuno gli chiederà il contatto come
souvenir del viaggio ma non tornerà, non spezzerà il ciclo di
rigenerazione continua. Lui intanto si prepara al giorno dopo a
consumare una nuova comitiva, a lasciar consumare le loro foto e le
loro richieste e si astrarrá ogni giorno di più lasciando vagare
la sua mente tra quei cespugli e quegli animali liberi di vivere in
un posto esclusivo e proibitivo, l'unico possibile per el choffer
che altri non ne ha mai visti.