Casa
Le tante stanze buie della mia casa hanno condizionato molto il mio immaginario. Nei sogni le stanze aumentavano mentre scoprivo nuovi accessi a padiglioni e torri che non avevo mai notato.
Ci sono tre gradini dalla cucina al tinello ma per qualche strano motivo pur avendoli fatti mille volte non avevo notato una porticina nel muro. Curioso la apro e mi accorgo di un cunicolo che apre una scala a chiocciola in salita. È l'entrata di una torre che si estende molto più in alto dei tre piani della casa. Ogni piano ha un colore sempre più etereo come prende più luce man mano che sale.
Questa porta va prima attivata, si attendono le due di notte e si prepara una pila alta mezzo metro di luce tenue rosso rosa attivandola sulla scrivania del piano di sopra. Si scendono le scale fino al pianerottolo e si camminano due gradini. A quel punto ci si gira e la porta appare dello stesso rosa della lucs. Mette in comunicazione con gli spiriti della casa mostrando altri piani segnati da line lucenti pallide dove si vedono solo i contorni delle cose.
Nei sotterranei la casa è molto grezza, il pavimento è in terra battuta rossiccia e non ci sono gradini. Le pareti in calce grezza sommariamente pitturata di bianco. Sono sceso più volte e fatico a capire l'estensione dei sotterranei. Le stanze hanno un certo ordine e contengono oggetti sparsi che immagineresti in una cantina. A volte però c'è anche gente che suona e del movimento in altre stanze. Ho provato ad avventurarmi seguendo questo sentiero verso il basso ma qualcosa mi faceva capire era meglio non scendere. La luce diventava più fioca e gli spazi più angusti ma nessuna traccia di una fine.
Sotto il finestrone al pian terreno bisogna scrostare un paio di quelle piante dalle grandi foglie verdi lucenti e si vede una piccola finestra. Entrando a fatica nell'oscurità vedo uno spazio molto grande. È un teatro dismesso da tanti anni dove la polvere copre le seggioline di legno. Pare sia sconnesso con il resto della casa.
Uscendo tra i campi verso nord c'è un vecchio edificio abbandonato che faceva parte della proprietà. Gran parte e un cumulo di macerie ma parte del tetto esiste ancora così come una piccola scaletta in legno quasi marcio che sale all'interno verso il tetto. La luce filtra dai muri e si vedono carcasse di vecchi mobili sparsi sul pavimento. Il piano di sopra è un piccolo appartamentino semplice sopra il vuoto del resto dei piani crollati. Tutto è in legno molto provato dagli anni, tutto scricchiola ma sembra ancora non crollare aspettando di venire sistemato.
Dopo la cucina c'è la solita stanza degli attrezzi dei campi. Oltre una porta dove non si va spesso. Il pavimento è terra battuta e le pareti sembrano una caverna. Tutto è scuro carbone e si vedono i resti di una fucina. C'è un po' di luce che filtra da una finestra in alto ma tutto è coperto di fuliggine ma sembra che qualcosa ancora arda tra le pietre. A volte le stanze sono due e posso percorrere una soglia scura per entrare nella seconda.
C'è una stretta scala che conduce ad una porta su un vicolo stretto. Lì percorsi diversi metri c'è la porta per una officina. La prima stanza ha l'aria più ordinata e pulita e vado qualche volta a fare lavoretti o parlare. C'è poi una stanza sul fondo dopo tre gradini dove fare lavori più di precisione. Lì regna la calma e la luce è più tenue.
La casa ha un terzo piano da sistemare. Ci si arriva o dalla cucina di sotto, che poi è legata ad un altro appartamento molto ricercato dove ogni tanto mi ospitano. Lì percorro i piani ordinati e puliti e la sua struttura elegante. Molto spaziosa ma non certo lineare. Bisogna fare molte scale e corridoi per girare tutto l'appartamento. C'è sempre luce dal soffitto che rischiare tutto il pavimento ed il piacevole arredo. Quell'appartamento conduce al terzo piano per l'appunto. Ma si può anche dal secondo dove vivo ma non ricordo mai bene come. Le stanze hanno una disposizione diversa, le si fa in circolo. Questo appartamento è molto dismesso e ci sono ancora vecchie tende strappate e pavimenti tutti diversi. Come se ogni stanza avesse il suo stile. Facendo il giro mi rendo conto una stanza sembra più piccola. Su una parete interna noto infatti una fessura. Trovo uno spillo e lo estraggo. A quel punto un quadro di qualche santo appare e girando la cornice trovo un portagioie. Da lì c'è una maniglia per aprire una stanza nascosta tra il perimetro delle stanze esterne. Si apre così una stanza segreta che nascondeva i momenti più rituali e sacri di tutti quelli che vivevano nelle altre stanze.
Scendendo tra i campi c'è un ruscello nascosto tra la boscaglia. A fianco un prato molto verde e scosceso dove i primi tratti presso il capanno sono terrazzati ma poi scendono ripido fino al lago. Sulla destra c'è una darsena ed una grossa rimessa. Tutto è molto verticale su più piani. Dei balconi si ergono a più livelli sopra il porticciolo da cui si vedono isole coperte dalla foschia.
Le isole sono tante e piccole e a volte ci navighiamo. Hanno tutte qualche alberello e capanno e a volte tra di esse non si vede più la distesa del lago. Ci sono spiagge a cui sono molto affezionato, lì è dove ho imparato a nuotare. Torno spesso volentieri anche se non so perché ma a volte non posso starci.
C'è poi un lungo lago bianco lunghissimo che procede verso nord. È molto frammentato da canali e ponticelli che lo interrompono. Verso il fondo c'è un lungo pontile bianco che corre indefinito nel mezzo del lago dove l'acqua sembra evaporare ed il pontile resta sospeso nel vuoto.
Dietro alla darsena c'è una villa che ha le solide mura di un castello. Il viale è in pietra così come tutto il resto dell'arredo. A volte viviamo li, al pian terreno ci sono tantissime finestre vetrate. Ogni notte il piano di chiusura di queste porte è molto complesso. Ci sono tanti ganci e persiane da assicurare. Bisogna stare molto attenti, il parco è stato teatro di feroci battaglie. L'appartamento è luminoso ma la luce filtra dai grossi alberi in giardino e da l'impressione di essere dentro ad un bosco.
Le scale sono sempre peggio, ne resta qualche brandello. Devo sempre arrampicarmi attaccato a quel che resta della pietra per tornare a casa. La tromba delle scale è larga e luminosa, inizia quadrata e finisce circolare. A volte riesco a camminare, altre mi devo appendere e ogni volta mi risulta più difficile tornare nell'appartamento.
Anche questo muro è difficile da superare, una volta questi 5-6 metri li facevo agilmente ma mi pesano sempre di più. Quando avevo più coraggio saltavo pure ma ora sono molto prudente, timoroso. C'è un cornicione che devo percorrere piano piano e calarmi da una gronda facendo attenzione a non scivolare.
Le altezze non sono il problema più grande ma il rischio di rimanere incastrato. Ci sono dei travi molto ravvicinati dove il tetto ha una protrusione verso l'alto. Devo infilarmi tra questi dove l'aria si fa afosa e la luce diffusa. Divincolandomi finalmente raggiungo il campanile e la stanzetta in pietra dove di solito ci raduniamo.
C'è anche un appartamento dove ogni tanto vivo per lavoro. Lo condivido con altri ma spesso non ci sono. In realtà è una casetta di un piccolo villaggio dove le altre sono molto spaziate e qualche alberello spezza la schiera. L'appartamento dentro è molto spazioso e pieno di altre stanze e salotti. Si vede lo stile dei suoi abitanti. Ogni tanto dei coinquilini non ci sono e passo al lato ovest. È a sé un altro piccolo appartamento con porte vetrate e tante stanze a circolo. Ogni tanto mi piace dormire in una di quelle stanze. Ognuna ha un arredo molto diverso ma funzionale.
Fuori dalla casetta c'è poi un sentiero che porta ad una riva dove da un lato c'è la roccia e dall'altro un viale alberato con una staccionata di legno che separa dal lago. Verso nord si apre un po' e si vedono le prime spiagge prima che la roccia le tagli a picco sull'acqua. Da lì parte una mulattiera nella rigogliosa vegetazione e si sente l'odore delle pozzanghere.
Dietro alla casa dopo la salita c'è un piazzale a cui si affacciano tre casette. In quella sulla sinistra ci son stato spesso. Tutto è in pietra rossa, le porte in legno massiccio e la casa ha un grande spazio unico dove a volte ci troviamo a discutere. Quella opposta penso sia una rimessa o officina. C'ero andato qualche volta ad aiutare.
Il giardino ha tanti alberi maestosi. Nella notte ho una tecnica per planare tra i rami. Faccio lente bracciate e pian piano mi alzo verso la chioma. Non mi devo fermare sennò cado. Vado spesso alla confluenza tra tanti alberi diversi tirandomi ai rami per slanciarmi più in alto. Arrivo ad un punto dove non vedo più il terreno e devo salire per poi planare più sotto.
C'è una parte del campo dove abbiamo il lanciarazzi. Usarlo non è facile ma a volte mi ricordo. Il sistema di puntamento richiede il satellite che qualche volta è sconnesso. Qualche volta siamo stati nello spazio e c'era una nebulosa che illuminava vicino allo nostra capsula.
A volte il cielo notturno intorno alla casa era illuminato dalla stessa nebulosa che si confondeva con un bagliore all'orizzonte e luci in lento movimento che oscillavano nel cielo.
Andando verso i paesini più a nord c'è una gola piena di cascate e ponti di roccia che porta ad un ansa del lago. I rampicanti coprono la roccia e gocce d'acqua pervadono l'atmosfera.
C'è poi un villaggio lì vicino. Un versante è tutto in salita e vedo tante case a schiera dove a tratti faccio visita ad amici. Sono 3-4 file di case interrotte da un canale ed una staccionata. Non sono mai potuto andare oltre.
Il paese è molto carino, tutto in pietra con tanti ponti tra le case e sottopassaggi. C'è un affollata via dei negozi passato un volto dove la gran parte resta al coperto. C'è una lunga strada per arrivarci ma non è la sola. Ci sono diverse piazze tutte su più livelli. Ad una si incrociano tante strade e la più interessante ha un lungo porticato che conduce alla parte storica del paese. La tratta che mi piace di più ma che percorro raramente è in un vicoletto che prima scende in volto e poi sale ripido fino ai confini del paese dove al muro si sostituisce la rete e si inizia a vedere la valletta sottostante.
La città invece ha una direttiva principale dove c'è una piazza grande ed una a est. La piazza principale si collega ad un'altra anchessa molto grande con un viale in salita. La parte carrabile poi termina e sul fianco della collina ci sono dei vicoli tra le vigne che conducono alla sommità.
C'è un grande edificio pubblico che sarà alto otto piani con al centro una grande spirale. C'è un complesso sistema di ascensori per salire ai diversi piani o spostarsi su altri palazzi. Uno ha una terrazza grandissima dove crescono questi appartamenti molto verticali. In cima c'è un pergolato e un appartamento molto lungo stile atelier.
La parte sotterranea dell'edificio è molto complessa, ci sono molti corridoi e scale. Ci deve essere anche l'accesso all'albergo. Questo ha una grande scalinata verso il basso che conduce ad una sala credo di una scuola dove ci trovammo spesso a giocare. Definitivamente è la zona dove ho fatto la gran parte dei giochi e compleanni e vissuto le prime tensioni sociali.
Scendendo nella valletta si incontrano tutti i fiumi. L'acqua è cristallina e si vedono le rocce. Scendendo a destra c'è un sentiero sotto grandi alberi che si avvicina al ruscello anch'esso di acqua limpida e tanti pesci e girini che nuotano veloci.
Il giardino ha sulla destra dei grandi platani ed il prato è coperto di foglie. Camminando aggrappandosi all'erba per non scivolare si arriva a una collina fatta di grandi massi. Sulla destra scorre un ruscello. Sulla sinistra invece si sale ancora. Ci sono mulattiere che conducono ad un piccolo borgo sul versante del colle. Le case sono basse e abbastanza vicine tra loro. Li andavamo alle sagre a prendere da mangiare.
Fatta la strada alta si può andare all'altro borgo, anch'esso molto in salita. Li ci sono diverse officine.
Volendo si può continuare per il borgo nella vallata ma di solito si prende la strada dietro che a tornanti fiancheggia il colle e taglia un altro borgo di pietra. Il borgo nella valle è coperto da altissimi castagni e spesso la notte è illuminato da fiaccole. Prima del bivio si può scendere ripidi a lago. Ci sono due sentieri tra gli oliveti.
Dal lato opposto c'è un bel percorso montano, un anello che faccio spesso o a corsa o in bici girando attorno ad un cucuzzolo. La parte rocciosa è molto ripida. Volendo si può proseguire dritto fino ad un promontorio a picco sul lago. C'è anche un grosso casale dove andiamo spesso.
Per la montagna vera bisogna girare a destra dove le gallerie sono a bordo acqua. O si sale dalla roccia usando le catene o dritti a destra. Ad un certo punto si cammina per la costa dove ci sono delle case sparse. Passata la sella ci si trova in una valle desertica che sale e sale fino alle vette più alte. Li c'è un aquitrino che divide le vie e si può o stare a sinistra verso il promontorio o passare a destra tra le guglie.
In casa una stanza è completamente allagata e si può nuotare dentro. A volte tutto l'appartamento si allaga e bisogna nuotare in superficie finché si svuota.
C'è anche un grosso completo industriale dismesso dove spesso ci sono concerti ed eventi. Anche uno a riva lago che è stretto e su più piani dove spesso siamo andati a feste.
Su in collina c'è una casa molto verticale con un salone grande in basso con grossi divani di pelle. Mi intriga molto la gente che vive lì e mi piacerebbe andarci molto più spesso.
C'è un condominio dove ho vissuto. Un portone per entrare ed il nostro appartamento era a metà. Tutto molto stretto, specie la cucina.
C'è un palazzo dove abbiamo fatto molti eventi. Un salone in basso e due piani tipo logge. Si entra dal basso e a sinistra c'è una scala per i piani alti. Ogni piano ha un lungo corridoio e tante stanzette, dentro soppalcate. Ci andiamo sempre in gruppo, non ricordo mai chi dorme dove. Quando facciamo le cene mangiamo nel grosso salone cucinando fuori nel prato.
Un borgo in montagna da cui si arriva dopo un lungo tornante verso destra. Il borgo è fitto di case in pietra e dentro una valletta da cui partono tante passeggiate.
Quest'altro borgo è su un crinale di montagna e si sviluppa in linea. La nostra casa è al limitare sud dove inizia il bosco. La parte nord del paese ha due tre vicoli sulla costa. Quel pezzo è molto carino e ci sono tante casette prima di arrivare sullo sterrato che scavallato dall'altra parte della valle dove c'è il parco con gli animali e quella vasta pianura dove succedono tanti eventi.