Bolla d'un nome
Appartengo a quella razza di uomini che hanno come amante il sogno soffiato nella bolla di un nome
Rostand
Agli albori della mia coscienza la prima apparizione è stata inattesa e improvvisa. Improvviso come il fatto di trovarsi in un deserto in mezzo a tante persone, tutte diverse che con diverso passo camminavano verso l'alto, verso uno strano edificio a fungo con vetrate su tutti i lati. Senza alternative seguii questo esodo finché trovai un sorriso acceso tra le pieghe di un candido cappuccio che riparava dal sole. Svanito quel sogno è svanita la possibilità di protrarre quell'incontro e a nulla sono valse notti di trepidante attesa. È invece strano come non riesca a dimenticare quelle lievi lentiggini e quei vivi occhi.
Quella strana stanchezza di un corpo in pubertà che cresce che da lampi di energia e scariche di sonno. Crollato sul divano di un caldo pomeriggio mi vedevo in una ampia caverna dove la luce filtrava dall'alto e scendeva riverberando tra le gocce in sospensione. Tra le diverse persone c'era una ragazza, esile e sorridente. La luce del sole irradiava la sua bellezza e faceva nascere una forte attrazione per quella splendida creatura. Infine notai la sua pancia, era vistosamente incinta ed in qualche modo ancora più bella. Così finì il sogno ed al risveglio mi resi conto d'esser diventato uomo.
Motore Immobile
agape kai eirene estin eme daimon
La visione di un sole abbaglia, non permette la visione diretta e allontana lo sguardo. Prima o poi ci si chiede cosa genera tanto splendore, da dove viene tanta luce, da dove viene il bello. Ogni tentativo di rendere terreno questo sole, di renderlo fallace è vana. Allora bisogna crescere, migliorare verso l'ideale e percorrere la via verso l'iperuranio nella catarsi della perfezione del gesto quotidiano. Eirene: la volonta di pacificare tutti i contrasti. Agape: l'amore incondizionato per tutte le manifestazioni del mondo. Piccoli segni e piccole illusioni della benevolenza del sole ma è solo un bagliore, si può soltanto tendere al motore immobile senza capire né spiegare.
Roots
Il germoglio spunta da terra
e percepisce un essenza solida.
Cresce avvinghiandosi intorno
a questo nucleo che da
forma e sostegno.
I getti si fan ramoscelli
e i rami corteccia.
La forma non è più plastica
quando il nucleo scompare
e il cavo
non trova più
la sua preziosa radice.
Lissajous
3:4:5
Armonia, concordanza e accordo:
rapporti interi di cicli
che si inseguono e incontrano
una, due, enne e più volte.
Le corde ondeggiano
le vibrazioni scorrono
dall'arco alle corde,
dal ponte alla cassa,
dalle sue mani alle mie.
Il tremito sulla pelle scorre
ma cambia timbro:
risuona,
o quasi.
L'imperfezione corre
si riflette
tra un estremo e l'altro.
Ogni andata e ogni ritorno
cambia profilo
in un dialogo inscritto
in morbide curve.
Il contatto s'apre
e cado a terra inutile
come una pezza
vuncia e lisa.
Privazione
Una voce leggera porta i sogni di un regno di fiaba, di paesaggi lontani e personaggi gloriosi. La traccia del sogno attutisce la realtà
Aere
Singola in umanita conforme
nel confodersi al gruppo
da cui sublima.
Torna al fermento
per condividere l'essenza
con un mondo
dall'inveire antico
Tassello
Solida struttura
scorre fluida negli
ondeggi infuocati
della chioma.
Metamorfosi e sinolo,
forma cangiante
in un ciclo di genesi perpetua.
Col soffio pietrifica
questi li infiamma
quelli li annacqua.