Ala

Pensando all'ultimo incontro ci si chiede se la incontrassi tra queste strade della sua città quanto saremmo ora diversi.

Lei studiava e mostrava le sue opere appena realizzate immaginando che magari un giorno ne avrebbe fatto una carriera. Io con gli studi avevo finito ma il lavoro tardava ad arrivare. Due percorsi diversi dove al principio il suo sembrava più insicuro ma condividevamo ora la stessa incertezza. E così ci si trova per caso insieme un estate sospesi nel incertezza ma liberi e squattrinati.
Così dopo tanto tempo mi trovo nella sua città di cui mi aveva tanto parlato. I contatti si è provato a tenerli per un po' ma poi la cosa è sfumata. Ora cammino per le vie che a lungo ho immaginato pensando a dove è cresciuta e dove ha sviluppato le sue idee e tecniche tanto particolare. Me la immagino scherzare con altri e parlare magari del viaggio che poi ci ha fatto conoscere.
È passato troppo tempo per risentirsi ma sarebbe buffo trovarsi per caso o quasi. Chiedo distrattamente a qualche negozio se hanno ancora le sue opere, altre tracce non si trovano. Sarebbe bello incrociarla per caso, salutarla sicuro che non mi riconoscerebbe. Ricordarle di quei tempi e la leggerezza di allora. Chissà se ha la stessa luce negli occhi ed il sorriso è così tagliente come allora. Se si perde in pause e resta taciturna.
In questa città le facce sono molto diverse, forse non sarà neppure qui, forse sarà una persona molto diversa.
Le avevo anche scritto una canzone che tempo fa riascoltavo. L'avevo resa piena di energia e oscillazioni come ricordo lei quando è arrivata sul ciglio della montagna ed ha steso il braccio come fosse un'ala senza sapere che nella mia lingua vuol dire proprio il suo nome.

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