L'esperienza ti porta a cambiare giudizio su tante cose e ad un certo punto ci si rende conto che le proprie visioni passate erano ingenue ed i vari tentativi fatti risultano piuttosto goffi. Ci si trova dischi e armadi pienj di abbozzi creativi confusi, teneri tentativi di creare qualcosa di artistico. I cassetti sono pieni di mezze creazioni di cui si fa fatica a capire il messaggio. Anche qualche disegno da bambino di cui si può interpretare tanto.
Dovrebbe il vecchio adulto richiudere tutto e lasciarlo come ricordo d'infanzia o cercare con tutti altri mezzi di non rinnegare le proprie pulsioni passate e dare finalmente un compimento a tante idee e passioni?
Tra l'altro indiscutibilmente in certi periodi ricordo delle capacità uniche andate perse. Ci son stati momenti della vita in cui avevo l'abilità di connettere materie molto diverse da loro, a produrre ragionamenti molto complessi, ad imparare lingue e concetti nuovi e a liberare la fantasia.
Così ognuno di questi personaggi dovrebbe ottenere uguale rispetto ed essere valutato per le particolari specificità. Ora l'adulto, che finalmente ha i mezzi e l'esperienza per realizzare queste opere dovrebbe consultarsi con questi personaggi e dargli i mezzi per completare gli abbozzi. Ritornare nel contesto in cui l'idea è nata e da bravo redattore pulire le parti poco chiare e confuse.
Per facilitare la gestione di tutti questi personaggi, non so come, ma naturalmente questo si sono pure dati un nome così che mi ritrovo fogli firmati da ognuna di queste personalità. Nello stesso periodo il creatore si poteva sdoppiare per creare contenuti diversi a seconda del tema. Per distinguire i profili tecnici da quelli artistici per esempio. Per permettersi scurrilità o esprimere intenti autodistruttivi altrimenti.
L'essere adulto non dovrebbe infatti comportare la dissoluzione dei rami morti del proprio passato giudicando cosa è appropriato o no. Dovrebbe conciliare le diversità e permettere al proprio passato di esprimersi grazie alla capacità esecutiva dell'esperienza.
È anche un processo catartico di compimento che permette di concludere diversi progetti che comunque drenano ancora energia perché comunque non sappiamo sbarazzarcene. Teniamo cassetti pieni di questi abbozzi e non riusciamo a dargli un posto.
Così inizia il lavoro, per ogni documento e cartella. A ricercare, ripulire, cancellare e correggere ogni punto finché finalmente non resti più nulla in sospeso. Chiudere ognuno di questi progetti è una soddisfazione unica, è mettere pace con ogni sé stesso ed essere il prodotto compiuto del proprio passato e non una razionalizzazione brusca delle idee che sono sopravissute agli eventi.
Per dare traccia del passato non solo si finiscono i vecchi progetti, si digitalizza il possibile, si organizzano le foto e le cartelle, si gestiscono le ridondanze dei salvataggi e poi si scrive. Si documenta lo scopo e l'idea di base e si spiega, questa volta realisticamente, quello che si vuole raggiungere.
Ci si trova così con centinaia di questi documenti. Scritti che raccontano una fantasia od una sensazione, disegni che vengono raccontati, filmati del programma in funzione prima che l'aggiornamento della prossima libreria non lo renda più compilabile. Un catalogo consultabile di tutte queste idee, le raccolte goliardiche, gli scherzi, le foto fatte con qualità infima.
È bello vedere questo portfolio crescere sempre di più e restare vivo, lì e presente.
Sembra un lavoro ingrato ed inutile ma la sensazione finale è unica. Non più dischi di cui non sappiamo cosa farne, non più bozze senza una spiegazione ma storie vive che raccontano il loro senso, che hanno una motivazione e sono consultabili.
Una pace con il proprio passato e un supporto a tante buone idee iniziate senza mezzi. Qualsiasi cosa non passi questi criteri va rimossa e cancellata perché ovviamente non tutto può avere una fine ma quello che si può salvare deve essere compiuto.
Soprattutto impari come chiudere i progetti ed entri finalmente nella predisposizione a stimare quando ci vuole per concludere qualcosa e quando inizi inizi per finire, non per provarci. Al prossimo progetto avrai già in mano quel che serve per dargli un termine, un senso, una conclusione ed una storia. Se ti servirà attingere da lavori precedenti sarà già tutto pronto.
La sensazione di chiudere ognuno di questi progetti è unica ed i nostri personaggi continuano a partecipare al multiplo che ci rende uno.