inno alla leggerezza
Ho sempre sentito una forte pressione di inadequatezza. Non so da dove venga, teoricamente crescere negli anni '90 in un paesino le pressioni dovrebbero essere leggere. Un ambiente locale e familiare dove le differenze raramente si sentono. Non credo che media, compagni o genitori mi abbiano fatto sentire il bisogno di essere sempre qualcosa di più, penso sia stato più un moto interno che viveva degli stimoli delle materie, soprattutto del liceo o dai tanti amici tecnici, che mi han fatto sempre aspirare a qualcosa di più profondo.
Le idee continuavano a fiorire e quando tra filosofia, filologia o fisica ho scelto l'ultima ho potuto studiare in profondità una materia per essere più solido sulla mia formazione e, in qualche modo, non sentrmi inferiore.
Ovviamente laurea e dottorato non potevano bastare, bisognava aggiungere le lingue, l'esperienza all'estero, i viaggi, i libri...
Ovviamente neanche questo poteva bastare, bisogna imparare a relazionarsi, imparare a parlare con il teatro, conoscere film e libri per la cultura generale, leggere giornali e saggi.
Non vogliamo include sport e musica? Imparare strumenti e generi e cercare di vincere qualche competizione?
Non serviva forse anche iniziare a creare e portare avanti idee e mostrarsi creativo nei vari campi?
Non so dire quanto sia durato, la lista sembra non finire mai. Nel mentre internet è esploso e la quantità di input e confronti era senza limite.