elogio alla noia

Che fatica dormire, non riesco a prendere sonno sarà la testa che continua a girare. Guardiamo una serie allora, quella li me ne ricorda un'altra, quel attore l'ho già visto in diversi film, mi piace come il regista ha girato la scena nell'altra pellicola, anche gli sceneggiatori erano bravi anche se l'altra produzione era meglio. Ma quante ne ho viste? Di ognuna ho qualche ricordo, ogni giorno d'altra parte una o due mezz'ore le trovo.

Quanto potrò assorbire di tutte queste informazioni? Quante centinaia di film ha senso vedere prima di avere solo confusi ricordi, andranno ad assorbire anche le mie esperienze personali? Sarà per quello che ieri mi son fermato a metà strada perché non riconoscevo più la via, perché quella strada mi ricorda un'altra via di un altro quartiere di magari un'altra città. Senza contare delle città che sogno che in pochi secondi si espandono oltre le arterie principali e mescolano ricordi e fantasie di città viste. Ed il dentro di molti palazzi che si assomigliano. Un senso di deja vu continuo tra il reale ed il sognato.

Niente, anche la serie non aiuta, sfogliamo qualche aggregatore dove i diversi canali ti informano di novità sensazionali: la nuova tecnologia di robotica, la scoperta di una radiazione cosmica, un ritrovato archelogico, un consiglio fai da te, due tette in bella vista, un nuovo fatto politico che fa discutere ed una nuova teoria di previsioni economiche. Ecco che mi arriva una notifica, un'altro amico insonne ha appena condiviso una traccia con un ritmo particolare.

Forse il problema è che devo pensare di più alla vita vissuta, uscire, interagire con le persone. Sfoglio la rubrica e mi accorgo che ci saranno un migliaio di contatti salvati. Se guardo le piattaforme anche due o tre volte di più. Penso che è tanto che non vedo questo e quella ma che l'ultima volta si è fatto un gran scrivere senza poi riuscire a vedersi e, realisticamente, un ora di incontro una volta l'anno è tutto quello che si riesce a fare. Poi diversi si sono trasferiti e dovrei andare a trovarli, l'ultima volta sono arrivato agli antipodi ma anche l'anno prima era stato molto lungo e logorante il viaggio. Poi quella città in fondo me ne ricorda tante altre ed anche quelle spiagge sono molto simili. Stranamente dopo un po' si perde in generale la sorpresa e fa strano non gustare il momento quando finalmente si visita un posto mozzafiato dopo un lungo viaggio.

Forse allora è meglio concentrarsi sul corpo e fare sport, apro l'armadio e vedo a fianco agli sci un kayak ma non è proprio la stagione. Prendo le scarpe per un giro in bici o quelle miste per una corsa in montagna? Ho preso la racchetta nuova ma ultimamente facciamo fatica a trovarci. Forse allora prendo le scarpette e vado ad arrampicare in palestra.

O forse potrei suonare un po' e migliorare. Ho quegli spartiti di classica che volevo migliorare al violino ma anche il libro per allenare l'orecchio, e quello di composizione. Ma per le improvvisazioni dovrei forse allenarmi di più sul sax e riprendere la chitarra per capire meglio le progressioni armoniche.

Ora però è troppo tardi per suonare e forse è meglio leggere un po'. Sul comodino ci sono infatti quattro cinque libri con segnalibro che dovrei portare avanti. Forse dovrei continuare la biografia di quell'esploratore od il saggio sulla percezione. Poi quando finirò quell'altro romanzo vorrei leggere anche la nuova edizione della stessa collana.

Rileggo la pagina due volte ma non sto seguendo, non sono abbastanza concentrato. Credo che in realtà sia troppo preoccupato per il lavoro. Dovrei prendere del tempo per imparare a dovere quella nuova tecnologia o forse provare a sviluppare meglio la mia carriera con qualche corso di formazione. Forse dovrei rafforzare il rapporto con i colleghi dell'alto dipartimento o infine cambiare lavoro, ho visto che ci sono un paio di aziende che offrono dei posti se mi rafforzo su quella competenza.

Poi toccherà comunque cercare un'altra casa perché l'affitto scade e bisognerà trovare altro. Si potrebbe comprare una casa ma bisogna informarsi bene e capire come spenderli bene i soldi. O forse è meglio investirli i risparmi, ho seguito un corso che dava delle dritte anche se so che quell'altro opinionista potrebbe vederla diversamente.

Un altro quartiere o città poi vuol dire altre amicizie, quanto sarà facile rivedere i parenti? A conti fatti alcuni di loro non li vedo da lustri, avrà ancora senso appellarsi al significato di famiglia e sforzarsi? E cambiando casa sarà possibile continuare o trovare una nuova storia? Con quella ragazza non ci sentiamo neanche più e non ho neanche capito perché. Quell'altra magari la invito fuori ma forse sarebbe soltanto un'altra imbarazzante situazione o finisce come quell'altra storia dove non si capiva più come definirsi e si rimaneva tra sguardi sospesi e parole non dette. Quell'altra ragazza però sembra più solida anche se non capisco cosa intedesse con quella frase l'ultima volta. Forse alla fine non ci tiene più di tanto o come l'altra ha pensato che per ora è più importante fare altre esperienze.

S'è fatta l'alba, la notte ormai è andata. Spero il caffè mi aiuti a concentrarmi ma forse è meglio prendere un po' d'aria. Salgo sulla bici e provo ad andare in un'altra direzione. Mi sento però confuso, sarà il problema alla cervicale o alla vista? Forse dovrei fare più esercizi, è tanto che non faccio quelli al bacino ed alla schiena. Ci sarebbero anche dei corsi nuovi, forse da loro si impara qualche tecnica più efficace.

A quel punto mi trovo ad un incrocio che non conosco, voglio continuare e provare ad esplorare quella zona ma poi mi chiedo perché. Mi sento solo confuso, vorrei semplicemente dormire bene, sentirmi più riposato, avere la mente libera. Mi sembra di vivere in uno stato di confusione costante. Come quando mi sveglio in un letto di albergo durante un viaggio di lavoro e non ricordo dove sono e cosa devo fare o mi sveglio in una delle case non ricordando che giorno è della settimana.
Come quando esco a camminare e la vista si offusca non abituata a vedere più in là di uno schermo ed a volte anche l'equilibrio cede. Le gambe sono dolenti, in realtà ho camminato nel fine settimana, era una cima nuova e settimana prossima ce ne sarà un'altra.

Confuso non so più dove andare, a casa mi aspettano schermi e fogli e armadi pieni di cose da fare. Procedere per la strada davanti quanto mi allontanerà? Potrei sentire volentieri gli amici ma già l'altra sera non abbiamo fatto il mattino stando otto ore assieme?

Li forse finalmente capisco che quel che mi serve è sana noia. Non ho idea di come si faccia, bisogna fissare un muro? Devo fare qualche tecnica di meditazione? Devo camminare in un bosco senza meta?

È strano come a volte le cose semplici diventano terribilmente difficili, come tutte le scelte che abbiamo diventino un ansia invece di una possibilità e di come ci sentiamo in dovere di stupire gli altri esattamente come ogni giorno veniamo stimolati da eventi o notizie e come ci sentiamo in dovere di continuare le nostre esperienze perché gli altri ci considerino ancora interessanti e perché l'azienda ancora ci veda come risorse.

Ma in fondo ora ho solo voglia di semplicità. Non ricercare l'ennesimo tipo di whiskey o provare una cantina mai sentita. Non provare a cucinare un piatto di un paese esotico. Non visitare l'ennesima città di un'altro paese.

Fantastico proviamo a tornare dagli amici e vivere questi semplici momenti. Si chiacchera del più o del meno fino a quando uno ti mostra un video appena uscito di una acrobazia e l'altra di una spiaggia esotica. Di un nuovo tipo di ballo che è come quello che facevamo al corso ma quell'altro insegnante ha aggiunto qualcosa di nuovo. Vabbè dai, balliamo come ci viene tanto per muoversi un po' ma poi è chiaro che farai una cosa che non puoi condividere e chi ti segue poi pensa che non fai nulla di interessante.

Li ricordo quelle serate dove si restava con un mazzo di carte. Dove ci si raccontavano eventi mezzi inventati e nessuno controllava. Dove i posti da visitare erano ad un quarto d'ora di casa e ogni giorno la sveglia era quella e la strada per il lavoro la stessa. La giornata era un rito scandito da piccole abitudini ripetitive e sapevi che il mercoledì il menù pranzo era più sostanzioso. Non sapevi cosa succedeva nei locali, il più delle volte si improvvisava. Ci si trova in piazza e si fa un giro. C'è un concerto, non so che genere sia, quella canzone forse l'ho sentita ma se chiedo il titolo sicuro lo dimentico. Forse mi piacerebbe farla alla chitarra ma non avendo corsi quando la prendo in mano per suonarla improvviso, come sia giusto chissà, suona diversa ma chi si ricorda l'altra versione.

Che la semplicità sia da ingenui? Siamo costretti a tutti questi stimoli per continuare a stare nel nostro circolo di amici e continuare a lavorare? Quanto può apprendere il mio cervello senza arrivare al collasso? Ora che si aggiunge l'IA ingegnerizzata per tenerti sempre più stimolato ed ha un bacino praticamente infinito di contenuti che può personalizzare che sono fatti per stupirti e tenerti collegato il più possibile come troveremo la misura?
A quante cose e persone dovrei rinunciare per arrivarci, chi e cosa devo sacrificare per tornare a dormire?